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Vaccino antinfluenzale, campagna al via nelle Asl: ecco a chi è consigliato farlo e chi ne ha diritto gratis

Vaccino antinfluenzale, campagna al via nelle Asl: ecco a chi è consigliato farlo e chi ne ha diritto gratis

Vaccino antinfluenzale: continua fino a metà novembre nelle Asl di tutt’Italia la campagna per offrire la vaccinazione antinfluenzale a chi lo desidera e a chi il medico lo ha consigliato.

Tra chi può essere vaccinato gratis ci sono le donne fino al terzo mese di gravidanza, gli over 65, i ricoverati nelle strutture per lungodegenti, adolescenti in cura con acido acetisalicilico e  coloro a rischio complicanze da influenza (ad esempio malati di diabete mellito, tumori e insufficienza renale cronica).

Sono esclusi dalla vaccinazione i neonati con meno di 6 mesi, pesrone allergiche, chi è malato in forma acuta e chi ha la sindrome di Guillain-Barrè.

I MEDICI
«Sta aumentando in Italia la consapevolezza dell’importanza della vaccinazione contro l’influenza. Purtroppo dal 2009, con la pandemia influenzale e innegabili errori comunicativi, avevamo avuto un raffreddamento di interesse nei confronti di questa importante forma di prevenzione, ma credo che oggi stiamo recuperando terreno».

A sottolinearlo Pier Luigi Lopalco, professore di Igiene all’università di Pisa. «Gli anziani – evidenzia all’AdnKronos Salute, a Perugia a margine del 52° congresso della Società italiana di igiene (Siti) – cominciano a vaccinarsi di più, abbiamo superato la soglia del 50% anche se siamo ancora lontani dagli obiettivi internazionali del 75%. Quello su cui dobbiamo lavorare molto sono le altre categorie: oggi in Italia purtroppo tante persone non anziane, magari giovani adulti ma a rischio perché cardiopatici, diabetici o nefropatici, non sanno di doversi vaccinare, non sanno di essere a rischio di influenza grave. Un altro gruppo su cui stiamo lavorando molto, insieme ai ginecologi, sono le donne in gravidanza la: le future mamme devono sapere che c’è questa opportunità di prevenzione, per loro e per il loro bambino, perché vaccinarsi in gravidanza si è visto che diminuisce il rischio di influenza grave anche nel neonato: influenza e pertosse sono le due vaccinazioni che stiamo cercando di proporre il più possibile in questa categoria».

«Anche la vaccinazione antinfluenzale universale del bambino piccolo, anche se sano – aggiunge Lopalco – nel nostro Paese stenta a entrare nella cultura sanitaria. Certo, sarebbe un impegno di sanità pubblica non indifferente quello di vaccinare tutti i bambini ogni anno, però è un capitolo che si sta aprendo e si potranno fare passi in avanti soprattutto con l’arrivo dei vaccini spray nasali, molto più accettati dai più piccoli. Siamo in attesa delle evidenze scientifiche», conclude.

LO SCENARIO
Le coperture vaccinali della scorsa stagione influenzale (2018/2019) risultano, secondo i dati pubblicati dal ministero della Salute, sostanzialmente stabili (15,8%) rispetto all’anno precedente (15,3%). Fra gli ‘over 65’, invece, principali destinatari della campagna vaccinale antinfluenzale, dalla stagione 2015/16 l’andamento della copertura ha sempre mostrato un costante aumento, arrivando al 53% lo scorso anno.

Nel 2019-2020 però, «si punta ad aumentare il numero di persone vaccinate del 10-15% e per farlo penso sarebbe auspicabile allargare la campagna di immunizzazione almeno alle prime settimane di gennaio, soprattutto se si dovessero verificare ritardi nella consegna dei vaccini negli studi dei medici di famiglia», dice all’Adnkronos Salute Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg). I vaccini, infatti, negli ambulatori dei medici di famiglia «non sono ancora disponibili. Si trovano a pagamento in farmacia, perché le farmacie hanno meccanismi privatistici per l’approvvigionamento dei prodotti. Noi siamo in attesa di una circolare ministeriale per la settimana prossima, e poi si avvierà la distribuzione dei vaccini. I tempi sono legati a meccanismi organizzativi: alcune Asl consegnano i prodotti direttamente, altre prevedono il ritiro presso i loro magazzini, con possibili disagi e code».

«Il nostro obiettivo è aumentare le coperture vaccinali soprattutto nelle categorie a rischio, perché bisogna ricordare che l’influenza può portare a complicanze anche mortali. Certo che, se i vaccini li consegnano la prima o la seconda settimana di novembre – riflette Scotti – avrò solo un mese, un mese e mezzo per realizzare tutto il processo: per questo, penso sarebbe opportuno allungare la campagna vaccinale fino alle prime settimane di gennaio, invece che chiuderla al 31 dicembre. La durata della campagna si riflette molto sulla copertura vaccinale, perché i medici non fanno solo quello: hanno i pazienti da visitare, soprattutto quelli che si infettano perché non vaccinati».

Andrea Cicconetti, segretario di Federfarma Roma, conferma all’Adnkronos Salute che «le vendite del vaccino contro l’influenza nella mia farmacia, ad Anzio (Roma), sono iniziate ma risultano nella media, non ci sono stati particolari picchi in questi giorni. Il prodotto costa fra gli 8 e i 18 euro a seconda dei ceppi virali inclusi nel vaccino e occorre la ricetta medica in corso di validità per l’acquisto: a somministrarlo sarà l’infermiere, laddove presente, nelle farmacie, oppure il proprio medico». Negli studi di medicina generale, prosegue il segretario Fimmg, «facciamo molto ‘marketing pubblicitariò sul vaccino, con manifesti che spiegano quanto sia importante immunizzarsi contro l’influenza stagionale. In Sicilia, su ogni ricetta dispensata viene scritto ‘ricordati di fare il vaccinò. E viene anche sottolineato che la vaccinazione antinfluenzale è l’occasione giusta anche per fare il vaccino contro lo pneumococco».

Fonte: ilmessaggero.it